Socialisti filo-russi sempre in testa

 

 Redazione, 2.12.2014”Il Manifesto”

 

Dopo lo scru­ti­nio del 98.12% delle schede per le ele­zioni par­la­men­tari svol­tesi dome­nica scorsa in Mol­da­via, con­ti­nua a man­te­nere la mag­gio­ranza rela­tiva il Par­tito socia­li­sta, con il 20,77%. Al secondo posto i libe­ral demo­cra­tici (19,97%), quindi i comu­ni­sti (17.72%), seguono i demo­cra­tici (15,91%) e alla fine i libe­rali (9,53%).

In rife­ri­mento alla mag­gio­ranza rela­tiva otte­nuta dal Par­tito socia­li­sta, dichia­ra­ta­mente pro Unione euroa­sia­tica, filo-russo e con­tra­rio all’adesione alla Unione euro­pea, il Diret­tore dell’Istituto mol­davo di ricer­che diplo­ma­ti­che Vale­rij Osta­lep, ha detto che tali risul­tati elet­to­rali rap­pre­sen­tano «il più sonoro schiaffo alla diplo­ma­zia euro­pea degli ultimi 5 anni. Il numero di visite di loro diplo­ma­tici, diri­genti e pre­si­denti ha supe­rato ogni norma di buon senso.

Arri­vano ogni set­ti­mana e ci dicono che siamo una fan­ta­stica sto­ria di successi».

Da parte sua il lea­der del Par­tito comu­ni­sta mol­davo ed ex Pre­si­dente della repub­blica Vla­di­mir Voro­nin ha avan­zato forti recri­mi­na­zioni nei con­fronti della Com­mis­sione elet­to­rale e ha dichia­rato che «qual­cosa è suc­cesso» con il con­teg­gio elet­tro­nico delle schede.

Voro­nin si è sof­fer­mato anche sull’esclusione, alla vigi­lia, del Par­tito dei Comunisti-Riformatori.